Pina Varriale- Il ragazzo serpente- Fratelli Ferraro Editori
Titolo: IL RAGAZZO SERPENTE
Autore: Pina VARRIALE
Collana: Fra letteratura e storia
Editore: Flli FERRARO
Cod. ISBN: 978-88-7276-704-5
Anno di pubblicazione: 2008
Prezzo: 9,20
La prefazione di Enrico Ragni
La destinazione e la fruizione de “Il ragazzo serpente” riguardano prevalentemente un pubblico adolescente, per il quale è stato concepito e composto secondo i modi tipici del romanzo d’avventura; esso si rende tuttavia disponibile per qualunque categoria di lettore,trattandosi di un racconto che,da altre angolazioni prospettiche, si presenta altresì come un romanzo di formazione, storico e pauperistico.
Le vicende del protagonista, esponente del sottoproletariato rurale, sono infatti inserite nel contesto storico del mezzogiorno d’Italia del XVII secolo, al tempo della dominazione spagnola e della rivolta di Masaniello. Le contrade siciliane e Napoli costituiscono i poli geografici lungo i quali si svolge la storia di Arcangelo,un ragazzo costretto, suo malgrado,a misurarsi e a confrontarsi con il mondo degli adulti in una dialettica incalzante e serrata, dove il realismo e il fantastico convivono in un composto equilibrio.
Attraverso le sue concrete esperienze il personaggio accelera i ritmi della propria maturazione psicologica esociale,riproponendo l’archetipo del “picciotto” e dello “scugnizzo”, non più adolescenti e non ancora uomini, tipologie che conservano intatte il loro fascino proprio perchè assorbite e travolte dai tentacoli della delinquenza e dell’odierna microcriminalità.
La dura condizione dei poveri e degli emarginati, le speranze di un popolo che cerca invano di ribellarsi allo sfruttamento e alle angherie dei dominatori costituiscono l’asse portante del racconto, che proietta il lettore in una precisa temperie storica, seppur filtrata attraverso l’ottica ingenua e disincantata di un adolescente che, in quanto tale, non sempre è in grado di leggere soggettivamente la realtà, ma nemmeno ne resta avulso, riuscendo a destreggiarsi in essa a dispetto della sua età anagrafica.
Un “assaggio” del libro:
“All’inizio ero contento, mi ero fatto prendere dall’entusiasmo degli altri.
-Evviva!- aveva gridato Stefano – Nuovo cielo,nuova fortuna!
Di colpo mi ero rattristato, dovevo lasciare la mia terra e forse era per sempre.
Gli occhi si erano riempiti di lacrime,mi ero guardato intorno, vedevo tutto attraverso un velo tremolante.
-Che fai, piangi?- aveva detto Stefano dandomi uno scappellotto affettuoso sulla nuca. Anche lui aveva gli occhi lucidi e, di tanto in tanto, tirava su col naso.
Stavo cercando di raccogliere, dentro di me, ogni immagine, volevo conservare, nel posto più segreto del cuore, il ricordo della mia isola. Avevo preso un pezzetto di quel cielo, una chioma d’albero, un sussurro di vento tra il grano maturo e, in cima a tutto, c’era il profumo della mia terra. Intenso e dolcissimo.
Serafino si era dato da fare, aveva raccolto le nostre poche cose e messo in un sacco i costumi di scena.
-Venite ad aiutarmi- aveva detto rosso e sudato – Non restate a far niente. Non volete più partire?
Io non avevo risposto”.
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