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Recensioni Magnetica Edizioni

Vetrina d’Autore: Luigi Brasili

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Titolo: La strega di Beaubois
Autore: Luigi Brasili
ISBN: 978-88-89889-23-3
Prezzo: 4,00 €

Data di pubblicazione: dicembre 2006
Genere: Horror/Streghe

Luigi Brasili si racconta:

Un altro pseudo scrittore, direte voi… ebbene sì non ditemi che cercavate qualcosa di utile! Ma badate, “pseudo” e non “aspirante”, ci tengo, mica sono un elettrodomestico! Comunque, non vi ho certo trascinato io con la forza perciò peggio per voi… in ogni caso, qualora siate talmente curiosi da non riuscire a staccarvi da questa pagina, vi informo che sono nato nel 1482 nelle Highlands scozzesi, appena adulto lasciai la terra di Albione e mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana… no, aspettate un attimo… Dunque, come mi chiamo lo sapete, aggiungo che ho 42 anni, sposato con Anna, che mi ha donato due piccoli tesssori. Sul titolo, “Scrivere è magia”: ho sempre amato la parola scritta fin da bambino, e sono sempre stato convinto che leggere e scrivere siano una magia reale, quella magia che spesso aiuta a sognare o ad avere incubi… che poi in fondo sono la stessa cosa. Scrivo da quando ho imparato a farlo ma mi ci sono messo di piglio buono a partire dal novembre 2003, e non ho più smesso. In questo sito non troverete ovviamente i miei capolavori di narrativa, tanto non ne ho mai scritti, anzi dubito che ne scriverò mai, ma continuerò a scrivere sempre e comunque, mettetevi l’anima in pace.

Recensione:

 Questo è ciò che ho respirato leggendo La strega di Beaubois di Luigi Brasili.E molto di più.Ma questo, soprattutto, è rimasto a me, alla mia mente, ai miei sensi.Cos’altro dovrebbero essere le parole – certe parole – se non “trappole” per odori, sensazioni, brividi che – magia dell’arte dei suoni e dei segni grafici – riescono a riportarci in pieno in un mondo vivo. Come viva può essere la pagina scritta quando le parole che la “segnano” riescono a essere altro da sé e mutarsi in gesti, sguardi, dolori.Dolori antichi e sempre vivi, come certe piante che non riescono a morire, nonostante il gelo dell’inverno.Odore di fuochi e di rose. Misti, mescolati in un tutt’unico. Aspro e dolce. Odore unico che s’insinua tra le casupole d’un villaggio perso ai bordi d’un bosco. Il mitico bosco sempre celato tra le pieghe più intime del nostro essere.Eppure vero.Vero bosco, con veri alberi, con vere paure di veri esseri che si sono persi. E che si perdono. Ancora.Un mitico bosco che ha veramente visto, tra i labirinti dei suoi rami scheletrici, orrori. Quegli orrori che fanno impallidire certi scimmiottamenti cinematografici e pseudoletterari. In questo racconto è magistralmente descritto un bosco vero. Tanto vero da essere sempre vivo, sempre presente. I suoi aculei, anche. Che s’incuneano e fanno male. Da queste nostre ferite fuoriesce un balsamo, come quello che riescono a secernere gli aberi feriti. Certi alberi.Solo che, invece d’essere color ambra e profumare di fresco pino speziato, questo nostro balsamo è di colore nero–inchiostro e profuma di fuochi e di rose.Che questo nostro sangue nero e profumato possa servire.A qualcuno. A qualcosa. 

Giovanni Buzi

In un minuscolo villaggio dei Pirenei, all’inizio del XVIII° secolo, una terribile strega sopravvissuta a un massacro di Catari torna per soddisfare la sua insaziabile sete di sangue e di vendetta.
In un contesto di forte bigottismo e marcata ipocrisia si sviluppa una storia torbida, dove non si può distinguere chi è buono e chi è cattivo e dove gli incantevoli boschi del sud della Francia fanno da superbo scenario a fatti prodigiosi ed eventi di sangue, meschine tresche di sesso e fenomeni sovrannaturali, magia e morte, inverosimile santità e probabile dannazione.
Una brillante prova letteraria per Luigi Brasili, che è riuscito a concentrare in poche pagine una storia avvincente e completa, che ironizza con garbo su alcuni dei momenti più bui della Chiesa, quali la caccia alle streghe e alle sette eretiche, passando per uno dei più grandi misteri del cattolicesimo contemporaneo, le apparizioni di Lourdes.
Gustose anche le citazioni, che occhieggiano qua e la nel testo (Edgar Allan Poe e Anne Rice quelle che più facilmente risaltano tra le righe).
Ormai un veterano dell’ underground horror writing italiano, si conferma, con questo piccolo libro, un narratore estremamente interessante. Non perdiamolo d’occhio…

Gennaio 3, 2008 - Pubblicato da magnetica | Vetrina Autori, biografie Autori | | Ancora nessun commento.

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