Vetrina d’Autore: Nino Ferrara
Antonio Ferrara è nato a Portici (NA), nel 1957. Nel capoluogo campano ha conseguito il diploma di maturità in arte applicata, lavorando poi come grafico e frequentando la facoltà di Architettura. Ha lavorato per sette anni presso una comunità alloggio per minori. Durante questo periodo si è accostato sempre più intensamente alla psicologia dell’età evolutiva. Da più di vent’anni vive e lavora a Novara. Nel 1990 è stato selezionato dalla giuria internazionale per la Mostra degli illustratori alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. L’anno successivo ha realizzato, in collaborazione con la Fondazione Colonnetti di Torino, la mostra itinerante Con un palmo di naso, in omaggio a Pinocchio. Nel 1993 è stato selezionato per la Biennale Internazionale di Teheran. Nel 1998 ha partecipato alla mostra itinerante Pinocchio incontra gli illustratori. Nel 2000 è stato selezionato per il premio Figures Futur di Montreuil. Nello stesso anno ha vinto il premio speciale Scarpetta d’Oro di Vigonovo, realizzando anche la copertina del catalogo. Sempre nel 2000 ha partecipato, a Bari, alla collettiva Pulcinella chi legge. Nel 2001 ha partecipato alla mostra itinerante Le stelle nascoste, ha vinto il secondo premio (miglior rapporto testo-immagine) al concorso sul libro illustrato di Bordano, il primo premio al concorso letterario Parole di legno di Villanova di Judrio (Ud), ha partecipato alla mostra itinerante L’una e un quarto ed è stato selezionato per la pubblicazione dell’antologia del concorso letterario Cento parole per un racconto. Nel 2002 ha vinto il premio Parole senza frontiere di Trento con Pane arabo a merenda, il terzo premio al concorso internazionale di illustrazione Stepan Zavrel, il premio per il miglior libro illustrato per ragazzi dagli 8 ai 12 anni al concorso internazionale di Bordano, il terzo premio al concorso Parole di legno e ha realizzato, in collaborazione con l’Osservatorio dell’Immaginario di Torino e coi bambini di diverse scuole novaresi, la mostra Pance vuote Pance piene, su anoressia e bulimia. Con l’Associazione Calzaturieri del Brenta, la Regione Veneto e la Provincia di Venezia, ha esposto a Noventa Padovana nella personale Terra Sapiens, a passeggio tra le favole del bosco. Nel 2003 ha tenuto diversi laboratori con bambini delle scuole elementari e delle medie e numerosi incontri con genitori e insegnanti a Novara, Mortara, Pescara, Catania, Siracusa, Trieste, Napoli, Torino, Milano, Ferrara, Modena, Aviano, Pordenone, Trento, Ostuni. Ha partecipato a Napoli e a Bari alla mostra Favoloso Mediterraneo, a Fano alla mostra Fanti cavalli e re. Ha vinto il premio per il miglior libro illustrato per bambini dagli 8 ai 12 anni al concorso internazionale di Bordano, il primo premio ex-aequo al concorso internazionale Parole senza frontiere di Trento con Come i pini di Ramallah e il terzo premio al concorso Racconti di…vini.A Trieste ha partecipato alla mostra e antologia di miti, leggende e illustrazioni Raccontami chi ero.Ha preso parte, come autore e come illustratore, alla realizzazione del volume La vita al Centro, pubblicato da Mondadori, un progetto editoriale tra testo, illustrazione e fotografia che promuove una riflessione sulle persone – anziché sulle merci – nei centri commerciali. Nel 2004 ha avviato una preziosa collaborazione con l’associazione e casa editrice Tolbà di Matera, che da anni pubblica in diverse lingue libri il cui ricavato va a finanziare progetti mirati all’estero, come la piantumazione di ulivi in Palestina; la costruzione di un reparto pediatrico in Kossovo; l’incontro di bambini israeliani e palestinesi. Ha collaborato come illustratore con l’associazione di volontariato milanese COPI, che si occupa di bambini istituzionalizzati in Romania e con la rivista Carrer, dei comitati di quartiere di Barcellona. Ha inoltre vinto il premio per il miglior libro illustrato per bambini dagli 8 ai 12 anni al concorso internazionale di Bordano, il terzo premio al concorso Scarpetta d’Oro di Vigonovo e il terzo premio al concorso Racconti di…vini. Nel 2005 ha tenuto un corso di aggiornamento per operatori volontari di diverse associazioni culturali e sociali novaresi, ha coordinato la realizzazione di un murales nell’auditorium di una scuola elementare, tenuto un percorso di scrittura creativa in scuole elementari, medie e superiori di diverse città, ha avviato un laboratorio nella casa circondariale di Novara, sfociato poi nella realizzazione, in collaborazione con la fotografa Marianna Cappelli, del numero zero di una rivista sulle emozioni dei detenuti. Nel 2006, su richiesta di diversi insegnanti, ha messo a punto un percorso di scrittura contro il bullismo, realizzato poi in diverse classi di un istituto tecnico superiore di Novara. Ha avviato una collaborazione col servizio di neuropsichiatria infantile di Gallarate. Nell’ambito di un progetto sulla continuità elementari-medie, inoltre, ha tenuto un laboratorio articolato su un’intera settimana di lavoro imperniato sull’aspetto sia teorico che operativo sull’intreccio dei segni nel libro per ragazzi, proposto a gruppi composti da bambini di quinta elementare e di prima media insieme. Ha avviato la seconda edizione del percorso di scrittura coi detenuti della Casa Circondariale di Novara. Nel mese di Settembre pubblica, su proposta dell’associazione di volontariato Il Noce di Pordenone, Fogli e Matite, un racconto a più mani nato dalla collaborazione tra diversi scrittori e illustratori. Nel mese di ottobre è uscita in Francia la traduzione francese di Come i pini di Ramallah, con la casa editrice La Compagnie Creative, di Bordeaux. Con Anguilla, ed. Salani, ha vinto il premio Bitritto (Ba) – sezione narrativa- (premio giuria adulti e giuria critici in erba). Nel mese di dicembre è uscito Le porte di Mario, con un testo che accompagna le illustrazioni di un ragazzo quindicenne ospite di un centro di accoglienza psichiatrico. Il ricavato delle vendite del libro finanzierà un progetto per i bambini del Cameroun. Nel 2007 ha fondato, insieme ad amici autori e illustratori, l’associazione culturale La luna bambina con la quale, nel mese di maggio 2007, ha dato vita, in un quartiere svantaggiato della periferia napoletana e per conto Della Regione Campania, al progetto Tracce & Intrecci. È stato selezionato nella cinquina di autori finalisti al premio Ungari-Unicef sui diritti dei bambini, legato al Festival del Cinema di Roma, con Il bambino col fucile, edizioni Città Aperta. Ha partecipato a numerose personali e collettive di pittura e di illustrazione, tra cui New York, Barcellona, Montreuil, Bordeaux, Teheran, Tokyo, Hiroshima, Osaka, Nagasaki, Innsbruck, Milano, Venezia, Torino, Genova, Bologna, Napoli, Trieste, Bari, Novara, Vercelli, Bergamo. Collabora, con articoli e illustrazioni, con riviste come Carrer, Vogue, Arctop, 999, Il Piccolo Missionario (Nigrizia), Signo. Suoi testi sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo, arabo, ebraico, albanese, tigrino, telugu. Tiene laboratori di illustrazione e scrittura creativa “per emozioni” per ragazzi, insegnanti, detenuti, presso scuole, biblioteche, librerie, carceri, associazioni culturali.
Pina Varriale- Il ragazzo serpente- Fratelli Ferraro Editori
Titolo: IL RAGAZZO SERPENTE
Autore: Pina VARRIALE
Collana: Fra letteratura e storia
Editore: Flli FERRARO
Cod. ISBN: 978-88-7276-704-5
Anno di pubblicazione: 2008
Prezzo: 9,20
La prefazione di Enrico Ragni
La destinazione e la fruizione de “Il ragazzo serpente” riguardano prevalentemente un pubblico adolescente, per il quale è stato concepito e composto secondo i modi tipici del romanzo d’avventura; esso si rende tuttavia disponibile per qualunque categoria di lettore,trattandosi di un racconto che,da altre angolazioni prospettiche, si presenta altresì come un romanzo di formazione, storico e pauperistico.
Le vicende del protagonista, esponente del sottoproletariato rurale, sono infatti inserite nel contesto storico del mezzogiorno d’Italia del XVII secolo, al tempo della dominazione spagnola e della rivolta di Masaniello. Le contrade siciliane e Napoli costituiscono i poli geografici lungo i quali si svolge la storia di Arcangelo,un ragazzo costretto, suo malgrado,a misurarsi e a confrontarsi con il mondo degli adulti in una dialettica incalzante e serrata, dove il realismo e il fantastico convivono in un composto equilibrio.
Attraverso le sue concrete esperienze il personaggio accelera i ritmi della propria maturazione psicologica esociale,riproponendo l’archetipo del “picciotto” e dello “scugnizzo”, non più adolescenti e non ancora uomini, tipologie che conservano intatte il loro fascino proprio perchè assorbite e travolte dai tentacoli della delinquenza e dell’odierna microcriminalità.
La dura condizione dei poveri e degli emarginati, le speranze di un popolo che cerca invano di ribellarsi allo sfruttamento e alle angherie dei dominatori costituiscono l’asse portante del racconto, che proietta il lettore in una precisa temperie storica, seppur filtrata attraverso l’ottica ingenua e disincantata di un adolescente che, in quanto tale, non sempre è in grado di leggere soggettivamente la realtà, ma nemmeno ne resta avulso, riuscendo a destreggiarsi in essa a dispetto della sua età anagrafica.
Un “assaggio” del libro:
“All’inizio ero contento, mi ero fatto prendere dall’entusiasmo degli altri.
-Evviva!- aveva gridato Stefano – Nuovo cielo,nuova fortuna!
Di colpo mi ero rattristato, dovevo lasciare la mia terra e forse era per sempre.
Gli occhi si erano riempiti di lacrime,mi ero guardato intorno, vedevo tutto attraverso un velo tremolante.
-Che fai, piangi?- aveva detto Stefano dandomi uno scappellotto affettuoso sulla nuca. Anche lui aveva gli occhi lucidi e, di tanto in tanto, tirava su col naso.
Stavo cercando di raccogliere, dentro di me, ogni immagine, volevo conservare, nel posto più segreto del cuore, il ricordo della mia isola. Avevo preso un pezzetto di quel cielo, una chioma d’albero, un sussurro di vento tra il grano maturo e, in cima a tutto, c’era il profumo della mia terra. Intenso e dolcissimo.
Serafino si era dato da fare, aveva raccolto le nostre poche cose e messo in un sacco i costumi di scena.
-Venite ad aiutarmi- aveva detto rosso e sudato – Non restate a far niente. Non volete più partire?
Io non avevo risposto”.
Come i pini di Ramallah- Nino Ferrara- Ed. Fatatrac
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Il conflitto tra Israele e Palestina – ma anche la possibile convivenza, unica via per la pace – attraverso i diari di due ragazzi: l’ebreo David e il musulmano Mohammed. |
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di Francesca Capelli – francesca.capelli@ragazzinet.it |
| Ti piacerà perché… E’ un libro con molti dubbi, che non dà nulla per scontato e cerca di capire le ragioni di tutti, primo passo per costruire la pace. E noi crediamo che il dubbio sia un segno di forza e di coraggio, non di debolezza. Chi dubita non diventerà mai un fanatico. Di nessun colore. Antonio Ferrara Come i pini di Ramallah (Fatatrac, 63 pagine, 9,50 €)…”Non voglio dire che la pace esiste… non lo so io se esiste… forse non c’è ancora ma prima o poi ci sarà… è qualcosa che non esiste ma che può diventare reale se tutti credono che esiste, che si può fare”… da: www.radio.rai.itDavid, dieci anni, israeliano e Mohammed, dieci anni, palestinese: due diari, due vite che si svolgono parallele, vicinissime e lontane, ignare l’una dell’altra ed entrambe segnate dalla violenza degli uomini e dall’amore per la loro terra. Un giorno, per puro caso, i due bambini si incontrano: si guardano negli occhi e ognuno riprende la sua strada con una domanda in più, un dubbio che li attraversa come un brivido caldo: la pace esiste… |

Il bambino col fucile – Nino Ferrara
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Descrizione
Una storia vera di bambini che non giocano, che la guerra la fanno sul serio, come i grandi. Una guerra che non hanno scelto di fare ma nella quale sono insieme vittime e carnefici, cuccioli e leoni. Una denuncia che è un pugno nello stomaco, tra urla, gemiti e sorrisi. Una storia africana di giovanissime vite raccontate da una voce tenera e tenace, da uno sguardo che accarezza da lontano. Età di lettura: da 12 anni.
Dettagli del libro
- Titolo: Il bambino col fucile
- Autore: Ferrara Antonio
- Editore: Città Aperta
- Data di Pubblicazione: 2007
- Collana: Junior. Lo specchio magico
- ISBN: 8881372932
- ISBN-13: 9788881372935
- Pagine: 67
- Reparto: Libri per ragazzi
Il libro è stato scritto e illustrato da Antonio Ferrara con la postfazione di Alex Zanotelli. Una storia vera di bambini che non giocano perché devono fare la guerra e la guerra la fanno sul serio, come i grandi.
Una guerra che non hanno scelto di fare, ma nella quale sono insieme vittime e carnefici. Un libro denuncia contro le guerre e lo sfruttamento dei bambini a scopi militari.
Una storia africana di giovanissime vite raccontate da una voce tenera e tenace e da uno sguardo che accarezza da lontano.
«Io non vorrei uccidere – dice Tamba Mussa il protagonista di 14 anni -, ma loro ucciderebbero me se mi rifiutassi».
Una denuncia che è un pugno allo stomaco. Un inno contro tutte le guerre, specialmente quelle combattute dai bambini.
Quando i pesci piangono nessuno vede le loro lacrime. A meno che un bel libro sull’Africa, sulle vicende che si intrecciano nella storia silente dei bambini soldato, non le raccolga e ce le mostri.
Questo libro in venti quadri percorre la storia di un bambino soldato dentro una guerra che non ha scelto di fare, in cui è nello stesso tempo vittima e carnefice.
Alex Zanotelli , che l’Africa e queste realtà le conosce bene, ha scritto la postfazione.
E’ bene che i ragazzi (e i loro genitori) accanto all’Africa del documentario e dell’immaginario turistico, sappiano che dentro questo mare d’erba scorrono le lacrime invisibili dei poteri di pochi che giocano con il destino di molti
Vetrina d’Autore: Francesco Borrasso
Francesco Borrasso nato a Caserta Nel 1983.
Diplomato alla scuola di cinema napoletana Pigrecoemme, con la specializzazione in regia cinematografica.
Dirige sette cortometraggi tra cui Sogni Di Miele, vincitore premio del pubblico al LES PETITES LUMIERE FILM FESTIVAL, sezione Horror.
Partecipa ad una moltitudine di manifestazione cinematografiche tra cui il JOE D’AMATO HORROR FESTIVAL e al PESARO HORROR FESTIVAL.
da: http://www.sognihorror.comwww.horrormovie.it
Ha pubblicato con Magnetica Edizioni il romanzo “De Arcanis”
whhttp://www.sognihorror.com/cortometraggi.http://www.sognihor
ror.com/cortometraggi.htmw.filmhorror.com
DE ARCANIS” è nato una notte di un anno fa! Mi trovavo solo, in macchina, per le strade della mia città. Ero stanco, avevamo finito di girare l’ultima scena di un cortometraggio ed io, in qualità di regista, ero rimasto sul set più al lungo degli altri. Amo pensare,questa è una cosa che a volte mi fa tanto male! Quella sera vagavo in cerca di pensieri da raggiungere…cercavo l’idea per una sceneggiatura ed è nato il mio libro. Immaginai posti lontani, posti dove non mi sarei sentito al sicuro! Feci riaffiorare le mie paure adolescenziali e le feci scontrare con le mie attuali sofferenze! Decisi che sarebbe stato un libro…parte di me! Ogni sceneggiatura , ogni cortometraggio, ogni rigo scritto su un foglio bianco è parte di me! Nacque da una fantasia che a volte mi trascina talmente lontano da farmi smarrire la strada del ritorno! Inseguo i mie sogni ogni attimo, li accompagno con frettolosi respiri e vago…in un abisso di mondi remoti e posti incantati…sognando e sognando e sognando,perché senza sogni che senso avrebbe vivere? Sogno di diventare un famoso regista e intanto scrivo…libri…poesie…diari…incubi! “DE ARCANIS” è me in molti suoi punti ed io sono lui in altrettanti punti…è la mia mente…è un libro e gia questo dovrebbe bastare!
La trama
Sinipetru era un piccolo paese che affogava nella catena montuosa dei Carpazi. Quella notte somigliava ad un dipinto d’inverno di un malinconico autore impressionista. Barbara si stava muovendo in quell’affresco, dirigendosi, con un possente secchio tra le mani, verso il pozzo, che avvolto in quelle tenebre simulava una gola nera senza fondo. E la cronaca di un mondo che si stava specchiando per l’ultima volta nella sua normalità, ancora solamente per qualche fulmineo istante, tutto sarebbe cambiato. In quella notte buia si alzarono tragiche urla dalla casa di Barbara. Una piccola scintilla nell’immensità del mondo, ma che avrebbe scatenato l’inferno! Un libro, un prete, due giornalisti… tutti legati da un solo destino.
Vetrina d’Autore: Luigi Brasili
Luigi Brasili si racconta:
Un altro pseudo scrittore, direte voi… ebbene sì non ditemi che cercavate qualcosa di utile! Ma badate, “pseudo” e non “aspirante”, ci tengo, mica sono un elettrodomestico! Comunque, non vi ho certo trascinato io con la forza perciò peggio per voi… in ogni caso, qualora siate talmente curiosi da non riuscire a staccarvi da questa pagina, vi informo che sono nato nel 1482 nelle Highlands scozzesi, appena adulto lasciai la terra di Albione e mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana… no, aspettate un attimo… Dunque, come mi chiamo lo sapete, aggiungo che ho 42 anni, sposato con Anna, che mi ha donato due piccoli tesssori. Sul titolo, “Scrivere è magia”: ho sempre amato la parola scritta fin da bambino, e sono sempre stato convinto che leggere e scrivere siano una magia reale, quella magia che spesso aiuta a sognare o ad avere incubi… che poi in fondo sono la stessa cosa. Scrivo da quando ho imparato a farlo ma mi ci sono messo di piglio buono a partire dal novembre 2003, e non ho più smesso. In questo sito non troverete ovviamente i miei capolavori di narrativa, tanto non ne ho mai scritti, anzi dubito che ne scriverò mai, ma continuerò a scrivere sempre e comunque, mettetevi l’anima in pace.
Recensione:
Questo è ciò che ho respirato leggendo La strega di Beaubois di Luigi Brasili.E molto di più.Ma questo, soprattutto, è rimasto a me, alla mia mente, ai miei sensi.Cos’altro dovrebbero essere le parole – certe parole – se non “trappole” per odori, sensazioni, brividi che – magia dell’arte dei suoni e dei segni grafici – riescono a riportarci in pieno in un mondo vivo. Come viva può essere la pagina scritta quando le parole che la “segnano” riescono a essere altro da sé e mutarsi in gesti, sguardi, dolori.Dolori antichi e sempre vivi, come certe piante che non riescono a morire, nonostante il gelo dell’inverno.Odore di fuochi e di rose. Misti, mescolati in un tutt’unico. Aspro e dolce. Odore unico che s’insinua tra le casupole d’un villaggio perso ai bordi d’un bosco. Il mitico bosco sempre celato tra le pieghe più intime del nostro essere.Eppure vero.Vero bosco, con veri alberi, con vere paure di veri esseri che si sono persi. E che si perdono. Ancora.Un mitico bosco che ha veramente visto, tra i labirinti dei suoi rami scheletrici, orrori. Quegli orrori che fanno impallidire certi scimmiottamenti cinematografici e pseudoletterari. In questo racconto è magistralmente descritto un bosco vero. Tanto vero da essere sempre vivo, sempre presente. I suoi aculei, anche. Che s’incuneano e fanno male. Da queste nostre ferite fuoriesce un balsamo, come quello che riescono a secernere gli aberi feriti. Certi alberi.Solo che, invece d’essere color ambra e profumare di fresco pino speziato, questo nostro balsamo è di colore nero–inchiostro e profuma di fuochi e di rose.Che questo nostro sangue nero e profumato possa servire.A qualcuno. A qualcosa.
Giovanni Buzi
In un contesto di forte bigottismo e marcata ipocrisia si sviluppa una storia torbida, dove non si può distinguere chi è buono e chi è cattivo e dove gli incantevoli boschi del sud della Francia fanno da superbo scenario a fatti prodigiosi ed eventi di sangue, meschine tresche di sesso e fenomeni sovrannaturali, magia e morte, inverosimile santità e probabile dannazione.
Una brillante prova letteraria per Luigi Brasili, che è riuscito a concentrare in poche pagine una storia avvincente e completa, che ironizza con garbo su alcuni dei momenti più bui della Chiesa, quali la caccia alle streghe e alle sette eretiche, passando per uno dei più grandi misteri del cattolicesimo contemporaneo, le apparizioni di Lourdes.
Gustose anche le citazioni, che occhieggiano qua e la nel testo (Edgar Allan Poe e Anne Rice quelle che più facilmente risaltano tra le righe).
Ormai un veterano dell’ underground horror writing italiano, si conferma, con questo piccolo libro, un narratore estremamente interessante. Non perdiamolo d’occhio…
LORENZO NICOTRA: 42 Racconti del Fantastico, Magnetica Edizioni 2007
Titolo: 42 Racconti del FantasticoLa narrativa Fantastica, di cui il racconto è espressione fondamentale nella sua forma, è come una vasta e solitaria casa, le cui enigmatiche stanze celano arcani segreti, seducenti visioni e profondi misteri che sfuggono ad una prima e superficiale perlustrazione.
Il fine primario dei racconti Fantastici è quello di condurci sulla soglia di tali stanze e intravedere angoli inusitati, spazi inconsueti, luci e ombre agitate in un amalgama misterioso.
Il loro effetto e scopo è, più di ogni altra cosa, restituirci il Senso del Meraviglioso
Vetrina d’Autore: Andrea Borla
Dal 2002 collabora con Paravia Bruno Mondatori (Paramond) per le pubblicazioni rivolte alle scuole Nel catalogo Paramond è inoltre presente il volume “Sicurezza nei luoghi di lavoro” utilizzato dai docenti dei corsi post diploma.
Nel febbraio 2005 la Casa Editrice Il Foglio Letterario di Piombino pubblica il romanzo IN PRIMA PERSONA positivamente accolto dal pubblico e dalla critica. La seconda edizione del romanzo è stata pubblicata nel maggio 2007 in una versione riveduta e con una rinnovata veste grafica.
Nel febbraio 2007 la Casa Editrice Magnetica Edizioni pubblica il romanzo fantasy Rethor&Lithil – Il preludio Il romanzo rappresenta lo sviluppo di un progetto di diffusione di racconti su internet avviato un anno prima. Il capitolo intitolato La via carovaniera del nord è stato inserito, sotto forma di ipertesto, nell’ambito del progetto ALICE per l’insegnamento dei principi della qualità nelle scuole medie inferiori. L’iniziativa, cofinanziata dalla Camera di Commercio e dall’AICQ, è stata presentata nello stand del Ministero dell’Istruzione al Salone del Libro di Torino 2006.
Nell’aprile 2007 la Casa Editrice Nicola Pesce pubblica il romanzo ODIO Il volume è stato selezionato nell’ambito del concorso letterario DUCAS.Nello stesso periodo Nicola Pesce Editore pubblica inoltre Decadence – Immagini introverse, una raccolta di versi di Luigi Sperduti con prefazione di Andrea Borla.Altre pubblicazioni e attività letterarie:
- è curatore della rassegna letteraria Romanzi che conducono altrove, incentrata su testi di genere fantastico;
- è membro della giuria del concorso letterario Goblin4Africa;
- è membro della giuria del concorso letterario “Ferrara&Ghost” promosso dalla Casa Editrice Ferrara in collaborazione con Club Ghost.

Titolo: Rethor&Lithil – Il preludio
La quarta di copertina
Nel continente di Daviria due regni si sfidano da centinaia di anni per la supremazia: la Repubblica di Lithil, retta da un Consiglio di dodici membri e votata allo studio della magia, e il Regno di Rethor, una monarchia che ha da sempre dato impulso allo sviluppo delle scienze e della tecnologia.Dopo un susseguirsi di guerre che hanno quasi distrutto completamente i due regni, Rethor e Lithil vivono un periodo di convivenza apparentemente pacifica. Le tensioni si concentrano sul controllo delle risorse e delle fonti di energia e sfociano in piccoli scontri in ambiti molto ristretti o sulla via carovaniera che corre lungo i confini con i regni del nord.
L’ago della bilancia sembra tuttavia pendere verso Rethor, grazie alla creazione di armi rivoluzionarie di incredibile potenza e in grado di annullare la magia. Un eterogeneo gruppo di eroi provenienti da Lithil cercherà con ogni mezzo di ribaltare la situazione a favore del proprio regno, trovandosi anche ad affrontare i pericoli derivanti dalla riscoperta delle arti oscure.
Il preludio è un romanzo di racconti, un viaggio nel mondo fantastico di Rethor&Lithil, dove la contesa del potere si intreccia con l’eterna lotta tra monarchia e repubblica, tra tecnologia e
magia, tra sogno e razionalità.
Dopo un susseguirsi di guerre che hanno quasi distrutto completamente i due regni, Rethor e Lithil vivono un periodo di convivenza apparentemente pacifica. Le tensioni si concentrano sul controllo delle risorse e delle fonti di energia e sfociano in piccoli scontri in ambiti molto ristretti o sulla via carovaniera che corre lungo il confine con i regni del nord.
L’ago della bilancia sembra tuttavia pendere verso Rethor, grazie alla creazione di armi rivoluzionarie di incredibile potenza e in grado di annullare la magia. Un eterogeneo gruppo di eroi provenienti da Lithil cercherà con ogni mezzo di ribaltare la situazione a favore del proprio regno, trovandosi anche ad affrontare i pericoli derivanti dalla riscoperta delle arti oscure.
Andrea Borla ci apre le porte di un mondo in cui il confine tra bene e male non è mai ben delineato, in cui intrighi e macchinazioni sono in grado di corrompere anche i migliori intenti. Ne Il preludio il fantasy assolve al suo compito primario: diventa metafora di concetti molto più profondi e mette in luce una realtà che va ben oltre alle vicende narrate.
Sarà il lettore a dover rispondere a un inquietante interrogativo: chi riuscirà a prevalere quando il conflitto tra Rethor e Lithil esploderà in tutta la sua violenza distruttrice?
ALEX CENZATO: Downtown Blues, Magnetica Edizioni 2007
Titolo: Downtown Blues
Vetrina d’Autore: Marco Milani
Marco Milani è il webmaster di DOMIST.net – Letteratura e Pace, nel cui ambito collabora con varie associazioni, editori, e-zines e siti. Ideatore del Progetto Letterario Internazionale, è tra i fondatori della rivista NeXT e del movimento Connettivista.E-writer e scrittore principalmente di fantastic, science-fiction e horror, ha pubblicato finora in rete, in alcune antologie e tre libri: ‘Sognando e dintorni’ (Prospettiva – 2004) in un progetto con Peacelink a sostegno di Amani for Africa; ‘HSF’ (Prospettiva – 2005); ‘Il guerriero di luce’ (Larcher – 2006) aderendo alla campagna di Greenpeace.Insieme ad Alda Teodorani ha curato il progetto letterario NOIR NO WAR (2005) per la Giulio Perrone Editore, cui hanno partecipato vari autori, tra cui Valerio Evangelisti, per aiutare Emergency.Home personale: www.domist.net/marcomilani Siti: www.domist.net - www.next-station.org
La drammatica serietà della vita sulla punta di un sorriso, anche quando il sorriso non ha posto tra le storie proposte. Dalla ScienceFiction più tecnologica alle favole per bambini, di quelle che fanno piacere anche agli adulti perché il sapore che rimane sulle labbra sa di onirico, di fantasia, di un sogno.
La visione del mondo vi apparirà, dopo l’ultima pagina, tutto sommato la stessa ma depurata, arricchita da una filosofia che richiama alla mente filamenti orientali, come se il senso zen delle cose vi avesse non rapito, ma si fosse intrecciato con i vostri pensieri, con la vostra anima
Recensioni
Quattordici racconti, quattordici storie diverse unite da una sola dinamica prospettiva: l’Evoluzione.
Nella sua ultima fatica fanta-letteraria Marco Milani, ormai al suo quarto libro, propone un mondo del tutto nuovo sconvolto, a tratti, da una perduta umanità il cui ricordo costituisce uno stimolo verso una vita diversa da quella vissuta dai suoi protagonisti, un’ancora di salvezza per non soccombere. Il libro è dominato da un’Evoluzione che non è solo tecnologica ma è anche un’Evoluzione di pensiero, di sentimenti e di interpretazione nei riguardi di vecchie e nuove credenze che, tutto sommato, si rivelano meno spaventose di quanto impone l’abituale concezione imposta dall’immaginario collettivo.
Sempre caratterizzati da una sottile vena ironica, anche nelle situazioni più drammatiche, gli scritti di quest’autore sono semplici, lineari e “si fanno leggere” senza intoppi o complicati giri di parole regalando, a chi inciampa fra le sue pagine, piacevoli momenti di parole fluide e scorrevoli che descrivono paesaggi irreali e personaggi folli dotati, però, di forza interiore e idealismo.
Scaturiscono, attraverso il libro, gli influssi Zen tipici dello stile narrativo di Milani.
Il senso della vita e il “saper vivere”appaiono intinti nei colori di una filosofia attenta alla riscoperta del delicato gusto per le piccole cose, quel dettaglio, a prima vista insignificante, importante per fare la differenza. L’esistenza di ogni creatura, umana e non, si trasforma, muta l’aspetto e gli obiettivi da perseguire acquisendo la sua vera e unica ragion d’essere.
In completo accordo con i contenuti dell’antologia è la copertina, anch’essa opera dell’autore, originale e dall’impronta puramente futuristica.
Colori a contrasto, caldi e freddi, si alternano su sfondo bianco schizzato da tratteggi semicircolari attorno alla figura centrale a metà strada fra un disegno astratto e un geroglifico proveniente da un altro pianeta. A dar luce all’insieme una fiamma. Forse è il fuoco che alimenta il progresso, distruttivo, al contempo. Forse è il fuoco che arde in tutti coloro che amano scrivere.
Cinzia Ceriani
L’intervista di Monia Milani (www.nuoviautori.org)
Non sarà facile “presentarvelo tutto”, ma ci provo…
Marco Milani “E-Writer & Writer” è nato a Como il 5 maggio 1964.
Oggi residente a Stienta in provincia di Rovigo. Ideatore di PROGETTO LETTERARIO INTERNAZIONALE. Partner con il network KAOSKULTURE il blog CYBERGOTH e con il progetto SITINSIEME. Collabora con i siti:
PEACELINK LIBRERIADONNA CLUBGHOST PAGINAZERO PROGETTOBABELELANKELOT OD@P. Dice di sé che è uno “Scrittore per hobby o per il bisogno fisiologico di mettere pensieri su carta.”Dal 1991 scrive storie horror, fantascienza e fantastiche sotto forma di romanzi, racconti lunghi, brevi e microracconti. Come ci spiega lui stesso: anomalo, orrore e fantastico, questi sono i generi primari in cui si ritrova, non solo a scrivere ma anche come lettore. Nel marzo 2002, si imbatte per caso in un sito che trattava di horror, il ClubGHoST, dove si potevano pubblicare i propri racconti se la redazione li riteneva idonei….Ma facciamocelo raccontare da lui: “In quel momento è scattato qualcosa è la domanda è sorta spontanea: i miei saranno ‘idonei’? La risposta fu si. Da allora ho tirato fuori tutta la mia roba da dentro al fantomatico cassetto, con il proposito di tirare le somme su dieci e passa anni di attività scrittoria e darle un senso logico. La pubblicazione. Quindi, era giunto il momento di darsi da fare. Ad ottobre 2002 il primo resoconto: 11 racconti pubblicati on-line in 10 diversi siti, 2 sono finiti su fanzine, 6 sono diventati una raccolta in E-book. 4 siti mi hanno detto che mi pubblicheranno e 6 siti non mi hanno neppure risposto. Un secondo E-book sta per uscire, 3 racconti dovrebbero finire su fanzine diverse. Ho due romanzi in stesura e qualche racconto da sistemare. Iniziano le collaborazioni con Clubghost, Paginazero, Digitarte. La corsa è partita e in ogni caso, mal che vada, mi sono fatto il sito ad hoc (meglio prevenire…) domn-mistic-on the horror, fantastic and sf site.” Il 1 Giugno 2003 DOMN-MISTIC-ON da “sito per caso” si trasforma in DOMIST.net- Letteratura e Pace. Sito ’serio’ con una redazione, un dominio con spazio illimitato, idee da sviluppare. Qualcuno (S.B.) ha parlato di portale…E c’è anche AMANI for Africa. A Settembre 2003 inizia la collaborazione con PROGETTO BABELE, ovvero nasce ZONA D, tra horror e fantascienza appuntamento fisso sulla rivista on line con racconti a articoli a cura di DOMIST.net. Gennaio 2004 parte PROGETTO LETTERARIO INTERNAZIONALE, la prima idea balzana che diventerà un qualcosa di grande. Autori che si traducono a vicenda, siti in interscambio, collaborazioni in ambito letterario, di letteratura e pace e letteratura d’immigrazione, in un immenso calderone autogestito e completamente no profit. 23 Febbraio 2004: l’esordio cartaceo, esce il suo primo libro “Sognando e Dintorni” una raccolta di 10 racconti di genere fantastico, pubblicato da Prospettiva Editrice. N.B. Tutti i diritti andranno a sostenere Amani for Africa per aiutare il centro di Kivuli. Maggio 2004. Segnalato al concorso FANTASCIENZA E DINTORNI con il racconto “Chi sono io?” Ha scritto centinaia di poesie sin dalla cosiddetta “fase da crisi adolescenziale” come succede a tanti, ma ancora ogni tanto mette “nero su bianco” qualche verso. Strada facendo ha attraversato il periodo umoristico, con storielle comiche, e “raccolte infinite di battutari”, come le definisce lui. Adora Tolkien, Asimov, Brooks, King, Barker e Lovecraft. Oltre alla narrativa si interessa di testi di ufologia, misteri, archeologia spaziale, parapsicologia, storia alternativa. Gli piace, anzi lui afferma “sono fanatico di musica, specialmente hard & metal e dei favolosi gruppi big rock di qualche anno fa.” Tutto ciò che è alternativo, diverso, orientale o fuori norma rientra nei suoi interessi e stile di vita, tanto da farlo diventare maestro di arti marziali e reikista.
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1) ”Stimatissimo” Marco ho letto la tua estesissima Biografia e Bibliografia, e per ogni singola riga ti porgo i miei più vivi complimenti! Vorrei iniziare proprio dal tuo libro “Sognando e Dintorni” e non solo perché abbiamo lo stesso Editore alle spalle… Ma perché proprio come dice Carlo Gubitosa nella sua presentazione al tuo, aggiungo io “capolavoroi di intenti”, su Peacelink “questo libro non è una semplice raccolta di racconti, ma un tentativo di cambiare il mondo con la parola scritta. Non si tratta solamente di sostenere progetti di solidarietà con l’Africa attraverso i diritti d’autore…” Da dove questa encomiabile idea?
Da dove? Non mi ricordo. Ma in ogni caso, perché no? Non sono certo le cifre ‘astronomiche’ dei diritti d’autore di un libro che ti possono cambiare la vita.
Però mi ricordo che avevo fatto un pensiero, ovvero vista come funziona l’editoria c’era il rischio che il primo libro fosse anche l’ultimo. Perlomeno doveva servire a qualcosa, essere utile nel suo ‘piccolo’.
2) Hai fatto, detto e scritto tantissimo, eppure ti autodefinisci “Scrittore per hobby o per il bisogno fisiologico di mettere pensieri su carta.” Altresì leggo che hai iniziato a scrivere nel 1991: come e perché è nato in te questo “bisogno fisiologico” di mettere nero su bianco?
Nessun motivo specifico, illuminazione o altro. Come scegli di fare uno sport invece di un altro perché hai provato e ti piace, ho iniziato a scrivere, mi è piaciuto tentare di dare forma scritta alle mie storie e ho continuato.
3) La tua passione per testi di ufologia, misteri, archeologia spaziale, parapsicologia, storia alternativa e la tua “adorazione” per autori come Tolkien, Asimov, Brooks, King, Barker e Lovecraft: ti spingono ad ispirarti a qualcuno in particolare, quando scrivi di anomalo, orrore e fantastico?
Esperienze e letture si immagazzinano in testa come in un database, quando poi scrivi è da lì che attingi obbligatoriamente. Quindi tutto e niente, tutti e nessuno.
4) Chiederlo ad un “super creativo” come te mi sembra banale e scontato, però sono curiosissima, occupandomi tra l’atro, anche io da scrittrice e non da intervistatrice degli stessi temi da te affrontati: Progetti futuri? A quando il tuo nuovo libro? E soprattutto come si intitolerà, di cosa tratterà? Puoi dircelo in anteprima?
Diciamo che dipende dagli editori e non da me. Ho proposto il secondo a Prospettiva, 200 pagine di racconti più o meno horror dal titolo: HFS, sono in attesa. Inutile dire che ne altri quattro quasi pronti, in tredici anni se ne scrive di roba, anche a tempo perso.
Altri progetti? Con il sito di letteratura e pace ne ho avviati alcuni abbastanza impegnativi e altri arriveranno, col tempo e aiuti esterni. Hai tempo di darmi una mano? Qualcosa da fare te le trovo…
5) Da addetto ai lavori, e da fermo seguace dei miei stessi interessi culturali e non solo letterari, anche se qualcuno ci prova ancora a far passare “l’Archeologia impossibile” per “letteratura del fantastico”, o ancor peggio “leggende metropolitane” mi preme chiederti cosa ne pensi degli O.O.P.arts (out of place artifacts)? A tuo avviso chi erano i semidei? E’ esistita veramente una civiltà simil Atlantidea, spazzata via da un possibile cataclisma, tipo Diluvio Universale? In definitiva da dove arriviamo veramente noi? La storia è tutta da riscrivere?
Non ritengo importante sapere esattamente chi erano i semidei. Sono come la formica cui non interessa se il piede che la vuole schiacciare è di un bambino italiano o di un monaco cinese, ma solo non venire calpestato da quell’affare gigantesco che si muove e nemmeno ti considera.
Diluvio? Quale dei cinque ultimi documentati?
Da dove arriviamo? Non pensiamoci più di tanto, pensiamo al presente. Alla fine torneremo là, da dove siamo partiti e avremo la risposta.
Diciamo che ‘questa’ storia non è proprio il massimo di corretta esposizione dei fatti. Ma la mia è solo un’opinione istintiva.
6) Ritornando alle tue opere: hai scritto anche E-Books, come “Baby red” e “i meccatronici”, hai pubblicato su fanzine, riviste elettroniche, progetti multimediali stanzadeigiocattoli n°5, summer lovin’, PROGETTO BABELE 4, CYBERGHOST VOLUME 1,ed altri. A questo punto è lecito chiederti: preferisci gli strumenti infiniti e sempre disponibili (in un certo senso…) del w.w.w. o la carta stampata, per veicolare le tue idee?
Preferisco la carta stampata ma anche il www mi sta benissimo, lì c’è una parte di futuro. E poi mi sono fatto apposta il sito ad hoc così non devo correre dietro a nessuno J
7) In linea con la precedente domanda come vivi il lavoro che un Editore fa per un suo scrittore? L’interesse riversato su un esordiente, seppur bravissimo, è giusto, scarso o per niente da prendere in considerazione?
C’è editore ed editore, ma in ogni caso l’editore svolge il suo lavoro e va per la strada che si è scelto, e a volte l’esordiente rientra in questo percorso.
Dopo la “crisi adolescenziale” come l’hai definita tu: hai più ripreso in mano la “tua penna da Poeta”? La poesia è stata una parte importante della tua vita o solo un momento passeggero di confidenze in rima con il foglio bianco davanti a te?
Per me la poesia è solamente il risultato di uno sfogo momentaneo, ma non sono un poeta e non me ne intendo per niente. L’unico paletto che mi sono messo è quello di non farle in rima nel modo più assoluto. Non me ne vogliano i poeti veri e infatti vi ho quasi rinunciato completamente.
9) A quando leggeremo il tuo nome scelto “dagli amici della domenica” ed annunciato ad uno dei futuri “Premio Strega”? (questo naturalmente è il mio personale augurio!) Credi nei concorsi Letterari piccoli o grossi che siano?
Credo mai. Grazie comunque dell’augurio, che ricambio prontamente.
Adesso proverò a fare qualche concorso e poi vedrò se ne avrò una qualche utilità. Finora ho partecipato solo ad uno.
10) L’ultima classica domanda che pongo agli autori che ho avuto il piacere di intervistare: dopo che tanta acqua è passata sotto il tuo personalissimo ponte letterario, cosa ti senti di consigliare ad un esordiente? Un giovane, magari di grandi speranze, che si accinge volenteroso ad entrare in questo “mondo della parola scritta”?
Armati di pazienza, vai per la tua strada, ascolta i consigli di chi credi i consigli te li possa dare.
Grazie per l’intervista
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